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Per la realizzazione ho
usato un profilato quadro da 3 mm, un tubo da 2 mm, un tondino da 1 mm. 2
viti da 1 e un dadetto che ho comprato con 5 euri in un negozio di
modellismo + avanzi di un listello di noce e di tiglio e un tondino di
tiglio da 4mm dall’ultimo modello statico di un vascello inglese del XVI
secolo e una molla che peso da un cassettino pieno appunto di molle
recuperate da chissà dove.
Le dimensioni sono: cm. 2.5x1x2.8 di altezza. Il peso non lo so ma mi è
scappato da starnutire ed è volato via tutto.
Ho usato vari utensili del trapanino DREMEL, il trapano a colonna con
regolatore di velocità, la punta da 1, un paio di limette, circa 20 ore in
tutto di santa pazienza e occasionali imprecazioni nei momenti di sconforto.
La base è fatta con 4 strati di listello da 2.5x1.
Sul primo strato ho preparato un buco quadrato da 3.
Sul profilato ho fatto un buco da 1 col trapano a colonna e con una mola
rotante del trapanino ho scavato la forcella per l’asta orizzontale. Ho
tagliato il profilato un po’ abbondante per creare 4 alette ricavate
tagliando il profilato sulle pieghe, ho infilato il tutto dentro il primo
strato, ho piegato le alette in fuori e da sotto ho incollato la seconda
basetta per tenere fermo tutto.
Quando la colla si è asciugata ho bucato da giù a su le basette per far
passare la calza del cavo e la molla di ritorno e l’ho fissata alla forcella
con un punto di saldatura. Poi ho fatto i buchi sul tondino ancora lungo
perché non mi scappasse dalle dita e dalla morsa. Uno vicino all’estremità
per inserirlo nella forcella e l’altro più avanti angolato di 90° rispetto
al primo per infilare la vite che avrebbe fatto da battente superiore e l’ho
tenuta ferma col pomello che ho sagomato col trapano e qualche limetta.
In corrispondenza della vite superiore ho fatto un buco nella basetta per
l’altra vite che ho avvitato da sotto insieme all’altro polo del cavetto.
Ho scavato il terzo strato – questa volta di tiglio per essere più agevole e
poi l’ho verniciata col mordente noce – per recuperare tutti gli spessori
del cavo e del dadetto.
Alla fine ho chiuso tutto con il quarto strato e perché si possa accedere ai
fili in caso di necessità anziché la colla ho usato 4 chiodini di ottone
(sempre avanzi di vecchi modelli navali ) e ho fissato l’asta orizzontale
sulla staffa con il tondino che poi ho ribattuto un poco per impedirgli di
scappar via e far cadere l’asta col pomello.
Detta così è facile ma provate a immaginare quando un taglio sbava, una vite
cade mille volte, un perno non vuole entrare, la colla non ne vuole sapere
di fare presa, ti scappa tutto dalle mani e allora devi usare la morsa ma
senza stringere troppo altrimenti sbraghi tutto… |