1937 - SAPERE ( ULRICO HOEPLI - MILANO )
FASCICOLO DEDICATO A GUGLIELMO MARCONI
HOME
Pag_ 1
Pag_ 2
Pag_ 3
Pag_ 4
Pag_ 5
Pag_ 6
Pag_ 7
Pag_ 8
Pag_ 9
Pag_10
Pag_11
Pag 12
Pag_13
Pag_14
Pag_15
Pag_16
Pag_17
Pag_18
Pag_19
Pag_20
Pag_21
Pag_22
Pag_23
Pag_24
Pag_25
Pag_26
Pag_27
Pag_28
Pag 29
Pag_30
Pag_31
Pag_32
Pag_33
Pag_34
Pag_35
Pag_36
Pag_37
Pag_38
Pag_39
Pag 40
Pag_41
Pag_42
Pag_43
Pag_44
Pag_45
Pag_46
Pag_47
Pag_48
Pag_49
Pag_50
Pag_51
Pag_52

L’opera scientifica di Guglielmo Marconi
Quando nel 1895 sorse nella mente di Guglielmo Marconi il proposito di sperimentare le onde elettromagnetiche per realizzare una comunicazione telegrafica a distanza senza l’ausilio dei fili, egli aveva poco più di 20 anni.
Nonostante la giovane età, aveva cognizioni chiare e profonde nella elettrologia e dimostrò fin dalle prime esperienze una mentalità rigorosamente scientifica.
Gli erano ben note le idee e la teoria di Maxwell il quale, ammettendo l’esistenza di un mezzo elettromagnetico dotato di proprietà paragonabili – nel campo materiale – alla elasticità ed all’inerzia, aveva dimostrato matematicamente come le azioni elettromagnetiche dovessero propagarsi con velocità finita con un movimento di carattere ondoso, intendendo questa parola nel senso più generale.
Egli ben
conosceva le esperienze di Hertz che, utilizzando correnti periodiche di
altissima frequenza, era riuscito a dimostrare l’esistenza reale delle onde
elettromagnetiche trasformando il moto ondoso progressivo in un fenomeno
stazionario più facilmente constatabile in laboratorio.
Guglielmo Marconi ben conosceva le esperienza di Righi, quelle di
Calzecchi-Onesti e di Brandly sulle variazioni di conducibilità delle polverine
metalliche ed infine aveva seguito e ripetuto le esperienze di Popoff ( Popov ).
Questi,
come è noto, utilizzava ingegnosamente il coherer di Lodge basato sulle
esperienze di Calzecchi Onesti facendo agire su di esso le perturbazioni
atmosferiche raccolte mediante un’asta verticale metallica ( Antenna )
...