1856
IL NUOVO CIMENTO - GIORNALE DI FISICA, CHIMICA SCIENZE E AFFINI
Sulle Corde Telegrafiche Sottomarine
Osservazioni del Dott. Adamo Bissett
22 Aprile 1856

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Mentre vediamo sorgere ad ogni istante progetti grandiosi per
ravvicinare col mezzo della telegrafia elettrica paesi lontani e divisi
da ampii tratti di mare, e vistosi capitali porsi dai governi e dalla
industria privata a disposizione dell'arte per provvedere ai bisogni
ognora più crescenti di rendere rapide e sicure le comunicazioni 
con remote regioni, vediamo pure l'arte della telegrafia sottomarina
non corrispondere pienamente alle tante speranze che in lei sono
riposte. Molte corde telegrafiche sottomarine sono state poste in
opera in questi tempi: di esse poche funzionano stabilmente, altre
vanno soggette ad interruzioni frequenti e forse irreparabili, ed altre
finalmente che sarebbero destinate a portate all'atto progetti
più vasti, hanno fallito nel tempo del loro affondamento. Ciò a
parer nostro addimostra come la costruzione e l'annegamento delle
corte telegrafiche sottomarine non riposino per anco sopra princi-
pii saldi e ben chiari, forniti sia dalla scienza, sia falla pratica.
Volgendo nell'animo queste considerazioni, mentre avevamo sotto
occhio i saggi d'alcune corde sottomarine che il sig. cav. prof. Matteucci
ci avea con somma cortesia date ad esaminare, abbiam sentito sorgere 
dei dubbii circa ai metodi si qui adoperati in tali operazioni, come
pure intorno alle difficoltà che potrebbero incontrarsi nel porre ad
esecuzione altre opere di simil genere, ma sopra una scala anche
più vasta che pel passato.
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